Come funziona
Un SMS, un’email o un messaggio WhatsApp segnala un pacco fermo in dogana, una bolletta non pagata, un premio da ritirare o un upgrade gratuito. Il link porta a una pagina che imita il corriere o il fornitore e chiede i dati della carta per un pagamento minimo. Subito dopo arrivano addebiti ben più alti, oppure si attiva un abbonamento nascosto tra le condizioni.
La tutela
Gli addebiti eseguiti dai truffatori con i dati carpiti sono operazioni non autorizzate e vanno contestati subito. La valutazione della condotta del titolare tiene conto del contesto: chi aspettava davvero una spedizione o ha ricevuto il messaggio nella chat autentica del corriere è in una posizione diversa da chi ha creduto a un premio di un concorso mai fatto.
Operazione fatta da altri. Se i truffatori hanno usato le tue credenziali per disporre pagamenti al posto tuo, l’operazione è non autorizzata. In questo caso la disciplina europea sui servizi di pagamento (direttiva PSD2, attuata in Italia dal D.Lgs. 11/2010) tutela in modo forte il cliente. La banca deve rimborsare subito, salvo un fondato sospetto di frode da parte del cliente, e la sentenza della Corte di giustizia UE del 15 ottobre 2026, causa C-70/25 ha chiarito che non può rifiutare il rimborso immediato sostenendo che il cliente sia stato gravemente negligente. Quella valutazione viene dopo, e la prova spetta alla banca.
Come riconoscerla
- Richiesta di piccoli pagamenti per consegne, dazi o bollette tramite link.
- Vincite di concorsi a cui non hai partecipato.
- Indirizzi con domini insoliti o con errori di battitura.
- Condizioni di abbonamento scritte in piccolo o nascoste.
Cosa fare subito
- Blocca la carta dal numero verde del circuito o della banca.
- Contesta per iscritto ogni addebito non riconosciuto.
- Controlla i movimenti dei giorni successivi.
- Conserva il messaggio ricevuto e lo screenshot della pagina di pagamento.
Trovi tutti i passaggi, dalla raccolta delle prove al reclamo, nella guida Cosa fare subito dopo una truffa.
Domande frequenti
Gli importi sono piccoli. Vale la pena contestarli?
Contestali sempre con la banca, è gratuito e può farlo chiunque. Per importi complessivi inferiori a 1.500 euro non prendiamo in carico il caso, ma nella pagina sui primi passi trovi le indicazioni per procedere da solo, anche con il ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario.