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IBAN falso nelle fatture e Business email compromise

Il fornitore scrive che ha cambiato banca e allega la fattura con il nuovo IBAN. La mail sembra la solita, il pagamento parte. Ma la casella del fornitore, o la tua, era stata violata.

Come funziona

Nella Business email compromise i truffatori accedono alla posta di un’azienda o la imitano con un indirizzo quasi identico. Studiano i flussi di pagamento e, al momento giusto, inviano una fattura o una comunicazione con l’IBAN modificato. Il pagamento viene autorizzato da un impiegato o da un cliente in buona fede.

La frode sfrutta un limite dei bonifici: per anni le banche hanno eseguito l’ordine basandosi solo sull’IBAN. Oggi, con il Regolamento (UE) 2024/886, la banca deve verificare la corrispondenza tra il nome del beneficiario e l’IBAN e avvisare il cliente in caso di discrepanza. L’esito di quella verifica è un elemento da esaminare con attenzione.

Come prevenire

La copia di cortesia in PDF che arriva via email non ha valore fiscale ed è facile da manipolare. L’IBAN corretto è quello indicato nella fattura elettronica transitata dal Sistema di Interscambio. Ogni variazione delle coordinate bancarie va confermata con una telefonata a un numero già noto, mai a quello scritto nella mail sospetta.

Bonifico fatto da te. Se sei stato tu a disporre il bonifico, convinto da un truffatore, l’operazione è considerata autorizzata anche se il tuo consenso è stato carpito con l’inganno. Il rimborso immediato previsto per le operazioni non autorizzate in genere non si applica e l’Arbitro Bancario Finanziario lo ha spesso negato. Restano altre strade, che vanno valutate caso per caso: il funzionamento dei controlli antifrode, la verifica del beneficiario, le anomalie dell’operazione rispetto alle tue abitudini, la rapidità con cui la banca ha reagito alla tua segnalazione.

Come riconoscerla

  • Comunicazione di nuove coordinate bancarie via email ordinaria.
  • IBAN estero o intestato a un nome diverso dal fornitore.
  • Urgenza insolita nel pagamento o richiesta di riservatezza.
  • Indirizzo email del mittente leggermente diverso da quello abituale.

Cosa fare subito

  • Chiama la tua banca e chiedi il richiamo del bonifico.
  • Avvisa il fornitore usando un recapito già noto.
  • Conserva le email con le intestazioni complete e la fattura ricevuta.
  • Fai controllare le caselle di posta coinvolte e cambia le password.

Trovi tutti i passaggi, dalla raccolta delle prove al reclamo, nella guida Cosa fare subito dopo una truffa.

Domande frequenti

Chi paga il danno tra me e il fornitore?

Dipende da dove è avvenuta la violazione e da chi non ha adottato le cautele dovute. Se è stata violata la casella del fornitore, la sua mancata protezione può avere un peso. Sono questioni da valutare sui documenti, anche nei confronti delle banche coinvolte.

Approfondimento tratto dal volume «La rete che inganna. Truffe online e come difendersi», a cura di E. Ferragina e A. Foggia, capitolo 3.

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