Come funziona
Il truffatore crea un profilo credibile su social, app di incontri o reti professionali: un militare all’estero, un medico in missione, un ingegnere su una piattaforma petrolifera. Seguono settimane di messaggi quotidiani e confidenze, poi la richiesta di aiuto: un biglietto aereo, una dogana, un’emergenza medica, un investimento. Le somme crescono nel tempo. Se la vittima smette di pagare, può scattare il ricatto con immagini intime (sextortion).
Le varianti includono il catfishing, con identità costruite su foto altrui, e la truffa del falso benefattore che promette regali in cambio di affetto. L’intelligenza artificiale consente oggi videochiamate con volti inesistenti.
La tutela
I pagamenti sono disposti dalla vittima, quindi sono operazioni autorizzate. Le possibilità concrete dipendono dagli importi, dalla rapidità della denuncia e dalla presenza di anomalie che la banca avrebbe dovuto rilevare, come una serie di bonifici insoliti verso l’estero.
Bonifico fatto da te. Se sei stato tu a disporre il bonifico, convinto da un truffatore, l’operazione è considerata autorizzata anche se il tuo consenso è stato carpito con l’inganno. Il rimborso immediato previsto per le operazioni non autorizzate in genere non si applica e l’Arbitro Bancario Finanziario lo ha spesso negato. Restano altre strade, che vanno valutate caso per caso: il funzionamento dei controlli antifrode, la verifica del beneficiario, le anomalie dell’operazione rispetto alle tue abitudini, la rapidità con cui la banca ha reagito alla tua segnalazione.
Come riconoscerla
- Dichiarazioni d’amore molto rapide e richiesta di segretezza.
- Incontri dal vivo e videochiamate sempre rinviati con una scusa.
- Foto troppo perfette, che compaiono su altri profili con una ricerca inversa.
- Qualsiasi richiesta di denaro da una persona conosciuta solo online.
Cosa fare subito
- Interrompi i pagamenti e non inviare immagini o documenti.
- Conserva tutte le conversazioni, il profilo e le ricevute dei pagamenti.
- Denuncia alla Polizia Postale, anche in caso di ricatto.
- Parlane con una persona di fiducia: la vergogna è l’alleato del truffatore.
Trovi tutti i passaggi, dalla raccolta delle prove al reclamo, nella guida Cosa fare subito dopo una truffa.
Domande frequenti
Mi vergogno a denunciare. È davvero necessario?
Sì. La denuncia è il presupposto per qualsiasi recupero e permette alle indagini di seguire il denaro. Le vittime di queste truffe sono moltissime, di ogni età e livello di istruzione.